Quanto deve filtrare una piscina? Ore di filtrazione e calcolo corretto

Quanto deve filtrare una piscina? Ore di filtrazione e calcolo corretto

Quante ore al giorno deve funzionare la pompa della piscina?

È una domanda apparentemente semplice, ma rispondere “8 ore” o “12 ore” senza conoscere la piscina significa dare un'indicazione incompleta.

Il tempo di filtrazione dipende innanzitutto da quanta acqua deve essere trattata e da quanta acqua l'impianto riesce realmente a far circolare ogni ora. A questi due dati bisogna poi aggiungere temperatura, utilizzo della piscina, sistema di disinfezione e condizioni dell'acqua.

Una piscina utilizzata da due persone a maggio, per esempio, non ha le stesse esigenze della stessa vasca a 30 °C durante una settimana di agosto con molti bagnanti.

In questa guida vedremo come calcolare un corretto punto di partenza e, soprattutto, come capire quando è necessario aumentare o ridurre la filtrazione.


Cosa fa realmente la filtrazione?

Per avere un'acqua limpida non basta mantenerla chimicamente equilibrata.

La pompa preleva l'acqua dalla piscina, la fa attraversare il sistema di filtrazione e la rimanda in vasca attraverso le bocchette.

Il filtro trattiene le impurità che riesce a intercettare, mentre la circolazione contribuisce a distribuire l'acqua trattata nell'intera vasca.

È quindi utile distinguere due funzioni:

la disinfezione controlla microrganismi e contaminanti; la filtrazione contribuisce a rimuovere fisicamente le impurità dall'acqua.

Le due cose lavorano insieme.

Se la filtrazione è insufficiente, aumentare continuamente i prodotti chimici non risolve la causa del problema. Allo stesso modo, una pompa che funziona molte ore non può compensare parametri dell'acqua completamente fuori equilibrio.


Da dove partire per stabilire quante ore filtrare?

Servono innanzitutto due informazioni:

1. Volume della piscina in m³
2. Portata dell'impianto in m³/h

Con questi dati possiamo calcolare il tempo teorico di ricircolo, cioè quanto tempo occorre affinché attraverso l'impianto passi un volume d'acqua equivalente a quello contenuto nella piscina.

Prima, però, dobbiamo sapere quanti metri cubi contiene la vasca.


Come calcolare i metri cubi della piscina

Per una piscina rettangolare a profondità uniforme il calcolo è:

lunghezza × larghezza × profondità = volume in m³

Esempio:

Piscina 8 × 4 m
Profondità media 1,5 m

8 × 4 × 1,5 = 48 m³

La piscina contiene quindi circa 48.000 litri d'acqua.

Se la profondità cambia, per una stima semplice di una vasca con fondo regolare possiamo utilizzare la profondità media.

Per esempio:

profondità minima 1,20 m
profondità massima 1,80 m

(1,20 + 1,80) ÷ 2 = 1,50 m

Per piscine con forme irregolari, spiagge sommerse, zone molto differenti o geometrie particolari il calcolo deve invece essere adattato alla forma reale della vasca.


Come calcolare il tempo di ricircolo

Una volta conosciuto il volume possiamo fare il secondo calcolo:

Volume piscina ÷ portata effettiva = tempo teorico di ricircolo

Prendiamo la piscina precedente da 48 m³.

Se l'impianto ha una portata effettiva di circa 12 m³/h:

48 ÷ 12 = 4 ore

In circa quattro ore attraverso l'impianto passa quindi un volume d'acqua equivalente a quello della piscina.

Se la stessa piscina avesse una portata di 8 m³/h:

48 ÷ 8 = 6 ore

Ecco perché due piscine della stessa dimensione possono richiedere programmazioni differenti.


Attenzione: la portata scritta sulla pompa non è necessariamente quella reale

Questo è un dettaglio importante.

Una pompa dichiarata, per esempio, da 12 m³/h non garantisce automaticamente 12 m³/h nell'impianto installato.

L'acqua incontra resistenza durante il percorso.

Lunghezza e diametro delle tubazioni, curve, valvole, dislivelli, filtro e altri componenti producono perdite di carico che possono ridurre la portata effettiva.

Anche un filtro sporco può peggiorare sensibilmente le prestazioni.

Per un calcolo tecnico preciso sarebbe quindi necessario conoscere la portata reale nelle condizioni di funzionamento dell'impianto.

Per il proprietario di una piscina domestica, volume e dati dell'impianto rappresentano comunque un buon punto di partenza, purché si comprenda che si tratta di una stima.


Un ricircolo non significa che ogni litro sia passato una volta dal filtro

Questo è probabilmente il concetto più importante della guida.

Se il tempo di ricircolo calcolato è quattro ore, potremmo pensare che dopo quattro ore tutta l'acqua sia stata filtrata esattamente una volta.

Non funziona così.

L'acqua appena filtrata torna nella piscina e si mescola continuamente con quella già presente. Una parte può quindi tornare nell'impianto mentre altra acqua non lo ha ancora attraversato.

Il tempo di ricircolo indica che è passato attraverso il sistema un volume equivalente a quello della piscina.

Non significa che ogni singolo litro abbia effettuato lo stesso percorso.

Per questo il tempo di un ricircolo è un ottimo riferimento tecnico, ma non coincide automaticamente con le ore giornaliere di filtrazione da impostare.


Quanto conta la temperatura dell'acqua?

Molto.

Con l'aumento della temperatura crescono generalmente anche le esigenze di gestione della piscina.

In estate l'acqua riceve inoltre più bagnanti, creme solari, sudore, polvere, pollini e altri contaminanti.

La richiesta di disinfettante aumenta e le condizioni diventano più favorevoli alla proliferazione biologica.

Per questo una programmazione sufficiente con acqua a 20 °C potrebbe non esserlo più quando la piscina raggiunge 28-30 °C.

Le ore di filtrazione vanno quindi adattate durante la stagione, invece di impostare il timer in primavera e lasciarlo invariato fino a ottobre.


Temperatura diviso 2: funziona davvero?

Una delle formule più diffuse online è:

temperatura dell'acqua ÷ 2 = ore di filtrazione

Con acqua a 28 °C:

28 ÷ 2 = 14 ore

Può essere utilizzata come regola empirica orientativa, ma non è un vero calcolo dell'impianto.

Due piscine con acqua a 28 °C possono avere volumi, pompe, filtri e utilizzi completamente differenti.

La temperatura è un fattore importante, ma non può dirci da sola quante ore debba funzionare la pompa.

Un approccio migliore è:

prima calcolare il ricircolo → poi adattare la durata alle condizioni della piscina.


Quindi quante ore devo impostare?

È qui che dobbiamo mettere insieme le informazioni.

Supponiamo di avere:

Piscina: 48 m³
Portata effettiva stimata: 12 m³/h
Tempo teorico di ricircolo: 4 ore

Quattro ore rappresentano il tempo di un ricircolo teorico, non automaticamente il programma giornaliero corretto.

Durante la normale stagione balneare sarà necessario garantire un numero adeguato di ricircoli e osservare come reagisce la piscina.

Se la temperatura aumenta, la vasca viene utilizzata intensamente o l'acqua inizia a perdere brillantezza, la filtrazione dovrà essere aumentata.

Se invece l'acqua è fredda, poco utilizzata e perfettamente stabile, le esigenze possono diminuire.

In pratica, il numero finale di ore nasce dalla combinazione tra calcolo dell'impianto e condizioni reali dell'acqua.


Meglio filtrare di giorno o di notte?

Per una piscina esterna è generalmente utile che una parte importante della filtrazione avvenga durante il giorno.

È proprio nelle ore diurne che normalmente aumentano temperatura, utilizzo e introduzione di contaminanti.

Far circolare l'acqua durante l'utilizzo aiuta inoltre a portare continuamente le impurità verso il sistema di filtrazione e a distribuire l'acqua trattata.

Programmare tutta la filtrazione esclusivamente di notte soltanto per sfruttare un'eventuale tariffa elettrica inferiore può quindi non essere la soluzione migliore per la gestione dell'acqua.

Questo non significa che la pompa debba funzionare soltanto di giorno.

La programmazione può tranquillamente essere suddivisa.


Meglio tutte le ore insieme o più cicli?

Nella gestione ordinaria, distribuire la filtrazione in più momenti della giornata può essere utile per evitare lunghi periodi senza circolazione.

Per esempio, una parte può essere programmata durante la mattina e una parte nelle ore più calde o di maggiore utilizzo.

In una situazione straordinaria il ragionamento cambia.

Se stiamo recuperando una piscina con acqua verde o molto torbida, può essere necessario mantenere la filtrazione molto più a lungo, anche continuativamente per un periodo limitato, in funzione del trattamento effettuato.

Non bisogna quindi confondere la programmazione quotidiana con la filtrazione necessaria durante un recupero dell'acqua.


Piscina a sale: le ore di filtrazione influenzano anche la produzione di cloro

Con l'elettrolisi del sale c'è un elemento in più da considerare.

L'elettrolizzatore produce normalmente cloro mentre l'acqua attraversa la cella e l'impianto è in funzione.

Questo significa che ridurre le ore della pompa può ridurre anche il tempo disponibile per produrre disinfettante.

Facciamo un esempio.

Un elettrolizzatore impostato al 60% che lavora con la filtrazione per 10 ore ha un tempo di produzione potenziale molto diverso dallo stesso apparecchio impostato al 60% ma con la pompa accesa soltanto cinque ore.

Per gestire correttamente una piscina a sale bisogna quindi considerare insieme:

tempo di filtrazione + impostazione dell'elettrolizzatore + cloro realmente presente nell'acqua.

E c'è un dettaglio fondamentale:

il 60% indicato dalla centralina non significa che nell'acqua ci sia il 60% di cloro.

Indica l'impostazione di produzione dell'apparecchio.

Il livello reale deve essere misurato attraverso l'analisi dell'acqua.


Quando bisogna aumentare la filtrazione?

Ci sono alcune situazioni nelle quali la piscina richiede maggiore attenzione.

Durante un'ondata di caldo

Temperature elevate aumentano le esigenze di gestione dell'acqua.

Dopo molti bagnanti

Più persone significano più contaminanti introdotti nella vasca.

Dopo un temporale

Pioggia, vento e sporco possono modificare rapidamente le condizioni della piscina. Prima controlla l'acqua e poi adatta la filtrazione se necessario.

Quando l'acqua perde trasparenza

Una piscina che sta diventando opaca merita subito un controllo di filtro, circolazione e parametri.

Durante il recupero da alghe

Dopo un trattamento, il filtro deve rimuovere dall'acqua una grande quantità di residui.

In questi casi trovi maggiori dettagli nelle nostre guide:

Acqua verde in piscina

Acqua torbida in piscina

Trattamento shock piscina


Come capire se stai filtrando troppo poco

Non aspettare necessariamente che l'acqua diventi verde.

Uno dei primi segnali può essere semplicemente una perdita di brillantezza.

Il fondo è ancora visibile, ma l'acqua non appare più cristallina come qualche giorno prima.

Potresti anche notare una maggiore quantità di impurità in sospensione o una difficoltà crescente nel mantenere stabili i parametri.

Prima di aumentare automaticamente i prodotti chimici, verifica:

ore di funzionamento, portata, filtro, cestelli e circolazione.

Se il problema nasce dall'impianto, aggiungere altro prodotto non correggerà la causa.


Come capire se l'impianto sta realmente lavorando bene

Guardare il timer non basta.

Puoi avere la pompa impostata per 12 ore e una filtrazione comunque poco efficace.

Controlla innanzitutto i cestelli degli skimmer e il prefiltro della pompa. Se sono pieni di foglie e sporco, la portata può diminuire.

Con un filtro a sabbia osserva il manometro e confronta la pressione con quella abituale del filtro pulito.

Con un filtro a cartuccia controlla periodicamente lo stato della cartuccia.

Osserva anche le bocchette di mandata. Una riduzione evidente del flusso rispetto al normale può indicare che qualcosa sta limitando la circolazione.


Più ore significano sempre acqua più pulita?

No.

Se una piscina ha bisogno di 10 ore di filtrazione, far funzionare la pompa 20 ore non significa necessariamente ottenere un'acqua due volte migliore.

A un certo punto aumentano soprattutto consumo elettrico e usura dell'impianto.

Se il filtro è intasato, il pH è fuori equilibrio o la circolazione presenta zone poco servite, prolungare semplicemente il funzionamento può non risolvere il problema.

L'obiettivo è trovare il tempo necessario per mantenere stabile la propria piscina, non raggiungere il maggior numero possibile di ore.


E in inverno?

Con il calo della temperatura diminuiscono generalmente le esigenze della piscina, ma la risposta dipende dal tipo di gestione scelta.

Una piscina mantenuta attiva durante tutto l'inverno continuerà ad avere bisogno di circolazione e controlli, anche se con esigenze differenti rispetto ad agosto.

Una piscina messa in svernamento segue invece una gestione diversa.

Proprio per questo la prossima guida BluePiscine sarà dedicata a come chiudere correttamente la piscina per l'inverno.


💡 Il consiglio del tecnico BluePiscine

Quando un cliente ci chiede “quante ore devo lasciare accesa la pompa?”, per prima cosa servono volume della piscina e caratteristiche dell'impianto.

Da questi dati possiamo capire il tempo di ricircolo.

Poi guardiamo temperatura, utilizzo e comportamento dell'acqua.

È questo che permette di trovare una programmazione adatta alla piscina, invece di utilizzare lo stesso numero di ore per tutti.


Domande frequenti

Quante ore deve filtrare una piscina in estate?

Dipende dal volume, dalla portata dell'impianto, dalla temperatura e dall'utilizzo. In estate le esigenze aumentano e la programmazione deve essere adattata alle condizioni reali della vasca.

Otto ore al giorno bastano?

Potrebbero bastare oppure no. Per capirlo bisogna conoscere almeno volume della piscina e portata dell'impianto.

Come calcolo il tempo di ricircolo?

Utilizza:

volume piscina in m³ ÷ portata effettiva in m³/h

Una piscina da 40 m³ con una portata di 10 m³/h ha un tempo teorico di ricircolo di circa quattro ore.

Un ricircolo significa che tutta l'acqua è stata filtrata?

No. Significa che attraverso l'impianto è passato un volume equivalente a quello della piscina. L'acqua si miscela continuamente, quindi non ogni singolo litro segue lo stesso percorso.

È meglio filtrare di giorno o di notte?

In una piscina esterna è utile far coincidere almeno una parte importante della filtrazione con le ore più calde e quelle di utilizzo. La programmazione può essere distribuita su più fasce.

Posso filtrare soltanto di notte per risparmiare?

È possibile utilizzare anche fasce notturne, ma concentrare tutta la filtrazione esclusivamente di notte non sempre rappresenta la soluzione migliore per la qualità dell'acqua.

Con una piscina a sale cosa cambia?

L'elettrolizzatore produce normalmente cloro quando l'impianto è in funzione. Ridurre il tempo della pompa può quindi ridurre anche il tempo disponibile per la produzione.

Temperatura diviso due è una buona regola?

È una regola empirica, non un calcolo dell'impianto. Può fornire un riferimento orientativo, ma non considera volume, portata, filtro, utilizzo e sistema di trattamento.

Se l'acqua diventa torbida devo aumentare le ore?

Può essere necessario, ma prima bisogna controllare filtro e parametri dell'acqua. La torbidità può avere cause differenti.

Lasciare la pompa accesa 24 ore fa male?

Un impianto idoneo può essere utilizzato per periodi prolungati quando necessario, ma farlo senza motivo aumenta consumo energetico e usura. Durante alcuni recuperi dell'acqua una filtrazione prolungata può invece essere appropriata.


Conclusioni

Per sapere quanto deve filtrare una piscina non bisogna partire dal timer.

Bisogna partire dalla piscina.

Calcola il volume, verifica la portata dell'impianto e determina il tempo teorico di ricircolo.

Quello è il punto di partenza.

Poi osserva le condizioni reali: temperatura elevata, molti bagnanti, temporali o un'acqua che sta perdendo trasparenza richiedono una gestione più intensa rispetto a una piscina poco utilizzata con acqua fresca.

Nelle piscine a sale considera anche il tempo necessario all'elettrolizzatore per produrre il disinfettante.

E soprattutto non cercare un numero universale.

La filtrazione corretta è quella che permette al tuo impianto di mantenere l'acqua stabile, limpida e correttamente trattata senza lavorare inutilmente più del necessario.

Capire questo principio rende molto più semplice regolare la pompa durante tutta la stagione e permette di intervenire prima che una filtrazione insufficiente si trasformi in acqua torbida o alghe.

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